giovedì 14 gennaio 2016




Zaino, Epilogo

Kunming, French Caffè 2016 01 15

qui, dopo tanti anni
ancora una volta, aspetto di andare all'aeroporto.
Torno.
Verso un paese che non è mio, dove ho mille cose inutili di cui occuparmi che non servono che mi hanno riempito la vita e continuano a rubarmi giorni e tempo
torno verso l'inverno.
ho 45 anni invecchio: male di qua e male di la
sono mali da ansia, da cose e relazioni inutili, accumulate.

Torno senza apparente motivo.
Non sono atterrato stabilmente in cina nonostante tutti questi anni. Mi ha attratto, ma da questo a fermarmi, imparare la lingua, e diventare parte di un mondo ce ne passa. L'idea di avere dei vicini mi sembra ormai uno scherzo. E se è vero, come dice lo studio di harward, che le buone relazioni rendono la vita migliore e più lunga, non vivro' molto.

Ma torno, in fondo, per un motivi più banali: una giornata di shopping di troppo e lo zaino è diventato enorme e non posso continuare a spedire pacchi a Manfredi. E poi ho fatto l'errore di comprare un biglietto di ritorno poco flessibile un mese fa in vietnam.

torno per stanchezza, ramingo impigrito, ma con l'idea di ripartire almeno con la fantasia di farlo.

Lo zaino piccolo è impazzito.
Ho provato la bellezza del vivere in tenda nei monti, nella natura, da solo, lontano dalle pulci dei villaggi e sto ricominciando a volare.
Ma un parapendio e una tenda non ci stanno
neanche un parapendio senza tenda ci sta.
Non ci sta neanche quell'amaca che serve ai tropici.

torno per troppo peso
Devo rielaborare tutto, rinunciare al computer al deodorante a tante altre cose.
Ho bisogno di uno zaino fatto apposta
torno con l'idea di farmelo.
Forse un sogno impossibile.

Il problema del viaggiare in fondo è il cibo: la cucina in quanto spazio e oggetti è l'antitesi del nomadismo.



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