domenica 6 novembre 2016







Sono alla macchina da cucire, da tre settimane, undici ore al giorno, con la speranza di fare uno zaino definitivo.
Ero partito con l'idea di adattare uno zaino di Gin facendo qualcosa di provvisorio per provare, ma fin dai primi momenti ho intuito che non l'avrei fatto. Ho iniziato a modellare, a dimensionare, a provare; con i materiali nuovi che mi ha dato Kortel.

Nove mesi fa ero tornato perchè il moi zaino era diventato ingestibile con un parapendio dentro non mi muovevo più. Ho passato questi mesi volando e arrovellandomi su come reimpacchettare tutto, ho passato settimane nel laboratorio di Pablo al Bosque a fare una cosa che non funzionava.
Ora spero di riuscire a ripartire con un assetto definitivo che mi permetta di viaggiare volando e camminando.
Tutto in un solo sacco, il più piccolo possibile. Tutta l'esperienza dello zaino precedente, tutti i sogni del nuovo modo di viaggiare che vorrei.

In tre settimane l'entusiasmo iniziale diventa fatica poi le ossa cominciano a fare male, la psicologia inizia a cedere i pensieri e le sensazioni volgono verso il negativo. Sono stanco e cecato, e sono in ritardo su tutto, anche la stagione in Nepal passa.

Ma avro' un prototipo magnifico. Nuova vita dopo ?

Prendo un caffè e inizio a fare anche un airbag che si abbina allo zaino.
Sottile vena di entusiasmo ricomincia a scorrere


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